09 Settembre 2008

uNA stoRIA piCCola PiccOLa...

Nessuno sapeva bene che persona fosse, ne si sapeva se aveva amici o parenti in città, lo si vedeva sull’uscio della propria bottega solamente la mattina presto e in tarda serata quando chiudeva. Viveva in una piccola casa ricavata dal retro del proprio negozio; una piccola cucina con stufa e una camera da letto per se e la moglie.

 

Era conosciuto da tutti nel quartiere ma nessuno mai ci aveva parlato o preso un caffè insieme. Nella memoria della gente che viveva in quel sobborgo di Parigi la sua bottega era sempre stata li e lui, era il calzolaio del quartiere. La porta d’ingresso era in ferro battuto, secondo lo stile e l’uso del tempo e attraverso i vetri, si intravedeva un bancone pesante, scuro e logorato tempo.

 

Non alzava mai gli occhi, neanche quando qualche cliente entrava nella sua bottega per farsi riparare le scarpe, lui restava con la testa china a lavorare sulla scarpa.

 

Si diceva in giro, che riusciva a capire chi stava entrando in bottega dal rumore delle scarpe sul pavimento, e da esso, capire cosa non andava e quindi riparare.

 

Non parlava mai, non andava mai oltre il consueti saluti di buongiorno e buonasera, e la data di consegna del lavoro finito; le sue mani lavoravano sempre in modo frenetico su ogni difetto della scarpa, sembrava quasi sfiorassero ogni imperfezione, e con questo delicato e continuo maneggiare le riparava facendole tornare nuove.

 

Ultimamente si notava qualcosa di strano nel suo comportamento, spesso la bottega restava chiusa per giorni interi e non lo si vedeva più neanche alla messa la domenica mattina con la moglie. Si seppe cosa era successo un lunedì mattina, la moglie si era ammalata gravemente e lui per starle vicino ed avere le cure migliori, aveva venduto la bottega, sperando che con i soldi ottenuti e il tempo disponibile poteva aiutarla a guarire.

 

Fu tutto inutile, se ne andò in silenzio. La processione che accompagnava la salma al cimitero era silenziosa e composta da poche persone, molte delle quali si unirono al cammino più per tristezza nel vedere quell’uomo solo dietro la salma della moglie, che per conoscenza o amicizia.

 

Il giorno seguente, prese tutto ciò che aveva e partì, decise di tornare dal paese da cui era venuto.

Volle tornare nel posto dove tutto era iniziato, restare in quella città lo avrebbe di fatto immobilizzato e ucciso nei ricordi passati; la casa, le sue cose, le vie dove aveva conosciuto quella che sarebbe diventata poi sua moglie, gli avrebbero fatto troppo male.

 

Tornò nel suo piccolo paese alle porte di Parigi, così facendo era convinto che il suo dolore sarebbe stato più lieve e controllabile, nulla gli avrebbe potuto ricordare l’amore che aveva vissuto e quando la mente con i suoi tristi ma frequenti giochi lo avrebbe portato a ricordare quell’amore passato, poteva immaginare e vivere quei momenti come dolci sensazioni di un sogno appena fatto ma mai realizzato.

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